scritto da autoscatto il mercoledì, 25 maggio 2005,maggio 25, 2005 17:55
Ecco il mio nuovo pc fatto con pezzi di scarto e completamente open source. Per ora monta gentoo e non ha a ancora il case.
Faccio indi un appello a chiunque vista la mia miseria si senta in dovere di regalarmene uno.

http://opensourceyourmind.interfree.it/1_mini.png
http://opensourceyourmind.interfree.it/3_mini.png

Autoscatto
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scritto da autoscatto il lunedì, 23 maggio 2005,maggio 23, 2005 18:03
Errore del programma di assistenza medica Medicare (ANSA) -
WASHINGTON, 23 MAGGIO
Circa 200 persone condannate per stupro o pedofilia hanno ottenuto negli ultimi 5 anni confezioni di Viagra.E' successo nello Stato di New York a causa di un disguido nella lista dei medicinali del programma Medicare di assistenza medica pubblica per anziani, che include automaticamente il Viagra tra i prodotti rimborsati. A scoprirlo e' stato un controllore statale, Alan Hevesi. Accese proteste dai due senatori democratici, Hillary Clinton e Chuck Schumer.
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scritto da autoscatto il mercoledì, 18 maggio 2005,maggio 18, 2005 19:29
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scritto da autoscatto il sabato, 07 maggio 2005,maggio 07, 2005 20:49
COPYRIOTCAFFE'

CopyriotCafé, la rete come alternativa
Nel mirino delle forze dell'ordine, decine di studenti e hacker di
Padova combattono una battaglia dentro e fuori dalla rete contro le
proprietà intellettuali. E a colpi di wireless garantiscono la rete ad
un intero quartiere

06/05/05 - News
<http://punto-informatico.it/archivio/rubriche.asp?i=News> - Padova -
"Il software libero e l'abbattimento del copyright allargherebbero gli
spazi di democrazia nel mondo; la condivisione fra le persone sarebbe
maggiore e così i diritti di ognuno. Noi lo dimostriamo pubblicamente".
A Padova in via Marzolo 15, in due piccoli locali comunali abbandonati e
occupati abusivamente, un gruppo di ragazzi universitari parla di
politica, del futuro, delle "nuove schiavitù" e delle oligarchie dei
"proprietari". In quei locali vengono servite bevande, ma soprattutto si
può navigare in Internet e copiare "liberamente" cd e film.


Nel mondo governato dalla logica dell'"esportazione della democrazia"
loro la cercano, la inseguono e vogliono accrescerla. A modo loro.
Questo, e molto altro, è il Copyriot Café
<http://www.copyriot.altervista.org/>.

Un fenomeno conosciuto (ed anche malvisto, avversato e mistificato) a
Padova ma che ha portato nel quartiere popolare del Portello fermenti
legati alle nuove tecnologie. Solo per fare un esempio, questi "hacker
alla luce del sole", grazie ad una grossa antenna (naturalmente
abusiva), hanno regalato al quartiere accesso ad Internet libero e
gratuito tramite il wireless. È poi possibile scaricare centinaia di
file nel loro "baretto" virtuale anche in maniera un po' plateale e
sicuramente tanto provocatoria. Basta collegarsi al sito ed il gioco è
fatto.

Si dica subito che violazioni, abusi, sabotaggi, sono all'ordine del
giorno ma secondo gli appartenenti al movimento "questi sono gli unici
metodi che abbiamo per contrastare un sistema che va contro il comune
sentire".

Tra le iniziative inscenate dai disobbedienti di Copyriot quella della
"Cultura gratis per tutti": e così all'Università di Padova, prima della
lezione di quel professore che firmava all'esame ogni singola copia del
suo libro per evitare duplicazioni abusive, sono entrati in aula a
distribuire copie digitali ed integrali del libro.

"Questo cd che distribuiamo a voi studenti universitari - ha spiegato
agli studenti increduli il portavoce dei manifestanti, Nicola Grigion -
è un dono di San Precario. Nel tempo in cui codici e informazioni,
linguaggi ed innovazione sono centrali nel modo di produrre, i nostri
atenei sono imbrigliati dai dispositivi del mercato e della gestione
aziendale. Corporation e grandi gruppi industriali - sostiene - traggono
da brevetti e proprietà intellettuale enormi ricchezze, mentre le nostre
vite, quelle di studenti, ricercatori, dottorandi e personale tecnico
amministrativo, quelle di migliaia di precari che reggono il business
della produzione intellettuale, sono confinati all'invisibilità. I
pirati devoti a San Precario libereranno altri testi universitari".

Non sono mancati nel recentissimo passato anche scontri con le forze
dell'ordine. Le loro battaglie riguardano la casa, il lavoro, la
cultura, il bene comune, lo sviluppo. Questioni delicate che tuttavia
generano una lotta che spesso supera la legalità e corteggia l'utopia,
idee oggi "rivoluzionarie ed eretiche" che il portavoce di CopyriotCafè,
Nicola Grigion, prova a spiegare ai lettori di Punto Informatico.

*Punto Informatico: Come nasce CopyriotCafè?*
Nicola Grigion: Siamo nati lo scorso ottobre quando abbiamo occupato due
locali di proprietà del Comune, ma abbandonati, in via Marzolo 15. Li
abbiamo ristrutturati e ricavato una sala studio ed un piccolo bar: "uno
spazio per condividere".
*PI: E avete realizzato una infrastruttura informatica..*
NG: La nostra è una rete informatica costruita da studenti di ingegneria
informatica, attraverso l'autoformazione, una radio satellitare ed in
streaming ed un sito europeo di comunicazione.
Il nucleo fisso è composto da una trentina di persone ma il nostro bar e
le assemblee sono affollate. Da noi è possibile navigare e piratare: una
pratica amata da moltissimi.

*PI: Navigare e piratare... E questo un messaggio che volete lanciare?*
NG: Affermare pretese, conquistare il diritto a condividere software
libero, favorire la circolazione delle idee e dell'ingegno e fare in
modo che tutti i prodotti possano essere utilizzati dall'intera società. Perché questa libertà contribuirà ad una maggiore crescita sociale.

*PI: Vi definite "precari"… cosa intendete?*
NG: Non ci riferiamo solo ad una questione contrattuale, ovviamente.
Sono precari gli studenti perché il loro futuro è tutt'altro che solido,
i lavoratori fissi perché spesso alcuni diritti vengono loro sottratti.
A guardare bene sono moltissimi i precari. E questa precarietà genera
frammentazione, disagio, frizioni che nuocciono a tutti.

*PI: E la risposta qual è? Cosa fate?*
NG: Diamo spazio pubblico alle pratiche diffuse di pirateria e alla
condivisione. Facciamo in modo che le persone esercitino una libertà che
gli viene negata dalla legge. La pirateria esiste, è un sentimento
troppo diffuso per sradicarlo con la repressione.

*PI: Un sentimento?*
NG: Visto che esiste noi chiediamo che se ne parli, si dialoghi
seriamente, che le nostre teorie ci vengano confutate con argomenti
solidi e validi per tutti. Altrimenti non potremo che sabotare,
boicottare, combattere contro abusi, ma anche proporre per esempio una
ricerca universitaria che non si annichilisca nei brevetti.

*PI: È una battaglia difficile, pensate di vincerla? Un dialogo è
possibile?*
NG: C'è sempre spazio per dialogare. Noi piratiamo nel senso che
"depropriamo" saperi.. l'oligarchia dei proprietari se ne appropria e
noi li sottraiamo ad essi. Siamo anche kamikaze, perché per abbattere un
nemico così potente bisogna anche usare metodi duri.

*PI: E le forze dell'ordine? Non stanno a guardare...*
NG: Ci conoscono, sanno bene quello che facciamo, ci sequestrano hard
disk, ma se è semplice arrestare corpi non altrettanto facile è
arrestare menti. Continueremo a piratare per le idee fino a quando
avremo disponibilità finanziarie.. che derivano dal nostro bar..

*PI: Grazie a voi un intero quartiere naviga gratis...*
NG: Diamo connessione wireless a tutto il quartiere Portello solo grazie
ad una antenna. Un sistema che favorisce l'accesso libero alla rete...
immaginate una catena di antenne simili: sarebbe la fine dello
sfruttamento dei gestori e l'inizio della vera democrazia culturale.

*PI: Quale sarà secondo voi il futuro della rete?*
NG: Proseguirà il tentativo di restringere la condivisione dei prodotti
delle idee ma crescerà anche l'irrefrenabile spinta democratica verso la
libera acquisizione, spinta che nessuno può controllare. Però per
proseguire questa lotta bisogna attivarsi... le Major non riusciranno
mai a conquistare le menti.

http://www.copyriot.altervista.org/



[Da un email  dell'hack lab di Pisa]
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scritto da autoscatto il giovedì, 05 maggio 2005,maggio 05, 2005 17:07

Non scordiamo Karol Wojtyla


Non scordiamo la sua stretta di mano con il dittatore e torturatore cileno Pinochet.
Non scordiamo la sua protezione del cardinale Laghi, distintosi per la costante benedizione offerta ai boia della dittatura argentina.
Non scordiamo la santificazione dei preti che in Spagna si schierarono, armi alla mano, con la dittatura del “cattolicissimo” Franco.
Non scordiamo la sua esaltazione del “soldato di Cristo” e del “Dio degli eserciti” durante le cerimonie militari.
Non scordiamo la sua condanna dell’omosessualità, dell’aborto, del suicidio, con cui ha voluto purgarci di ogni libertà individuale.
Non scordiamo la sua condanna dei metodi contraccettivi ribadita persino di fronte alla diffusione dell’AIDS, che solo in Africa ha provocato milioni di morti.
Non scordiamo la sua congiura permanente contro la vita, la rivolta, la gioia dei corpi e delle menti, né la sua difesa - contenuta nell’enciclica Evangelium Vitae, del 1995 - della pena di morte.
Non scordiamo, a fianco dei vuoti appelli alla pace, i suoi silenzi sui genocidi, sulla produzione di armi, né il suo appoggio ai bombardamenti in Kosovo.
Non scordiamo, a fianco dei suoi vuoti appelli per chi soffre in carcere, le disposizioni affinché alla sua morte non venisse concessa alcuna amnistia per i detenuti.
Non scordiamo che è stato per ventisette anni il capo di una struttura militare e maschilista in cui la donna non esiste, di una monarchia assoluta in cui l’autorità “deriva da Dio”, di una gigantesca piovra finaziaria che fa della “difesa dei poveri” un profanissimo mercimonio, di un’organizzazione, infine, tra le più feroci e sanguinarie che la storia ricordi.

Noi non scordiamo, e pensiamo che i primi a sentirsi offesi da tutta questa ipocrisia dovrebbero essere proprio coloro che vedono sfruttati i loro sentimenti religiosi per giustificare un’istituzione secolare di potere e di morte.
L’elogio di questo “profeta di pace”, tessuto dall’estrema destra quanto dalla sinistra “comunista”, è patetico e disgustoso.
Non ne mangiamo di quel pane. Nessuna lacrima per i consiglieri dei tiranni e gli offuscatori d’ogni coscienza.

IL PAPA È MORTO. VIVA LA LIBERTÀ!

alcuni amici di fra’ Dolcino

 

di Giovedì, 07 Aprile 2005 - 01:24 AM

 
  [Fonte Anarcotico.net]

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Maria, Maria, Maria, ti voglio al più presto sposar...

scritto da autoscatto il mercoledì, 04 maggio 2005,maggio 04, 2005 19:04
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Cromoterapia

scritto da autoscatto il mercoledì, 04 maggio 2005,maggio 04, 2005 18:48
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Cit_Azione

scritto da autoscatto il mercoledì, 04 maggio 2005,maggio 04, 2005 17:47
La morte è insopportabile per chi non riesce a vivere.
[CCCP, Morire]
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Minimal is better v. 0.2a
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